Il legislatore ha l’obbligo – morale e giuridico – di stare sempre dalla parte dei più deboli.

Da un po’ di tempo leggo del nuovo DDL sulla responsabilità professionale medica, che ha passato il vaglio delle Commissioni competenti in Parlamento e che in primavera dovrebbe divenire Legge dello Stato, dopo che è fallito il tentativo di inserirlo nella Legge di stabilità 2016. Sostanzialmente si sta cercando di creare un sistema attraverso il quale deresponsabilizzare i medici da ogni eventuale errore che possano commettere, attraverso la reintroduzione della responsabilità extracontruattuale (solo per i medici), contrariamente a quanto stabilito e cristallizzato dalla Cassazione a Sezioni Unite del 2008, ovvero che la responsabilità, sia della struttura che del medico, è di natura contrattuale! Un regime probatorio più favorevole al paziente, parte più debole di un eventuale giudizio, grazie al quale se i cittadini si dichiarano vittime di un caso di cosiddetta malasanità la struttura ed il medico devono provare di aver offerto al paziente la migliore prestazione possibile e che l’evento causativo del danno non è agli stessi imputabile. Un regime probatorio, giustamente, favorevole ad una parte oggettivamente più debole !!!

Orbene, il DDL in parola prevede, invece, che solo per la struttura (ospedale, Asl, Regione) resti in vigore questo sistema, mentre il medico viene schermato da eventuali responsabilità, attraverso un sistema che renderà di fatto incontestabile e soprattutto difficilmente dimostrabile un eventuale errore e quindi l’attribuzione di una sua eventuale responsabilità. Addirittura anche l’omicidio colposo viene sostanzialmente depenalizzato per il medico, a differenza di tutti gli altri cittadini! In questo caso non c’è bisogno di scomodare Calamandrei o Carnelutti per capire che ci troviamo di fronte ad un obbrobrio palesemente incostituzionale !! Tutto questo viene celato dietro un non meglio precisato obbligo delle strutture di munirsi di copertura assicurativa, che garantisca i pazienti anche per eventuali errori commessi dai medici, che lascia parecchi dubbi, soprattutto in merito ai costi che le suddette polizze, che già gravano in maniera corposa sui bilanci degli ospedali, delle Regione e delle ASL, potrebbero raggiungere. Si giustifica tale scelta sostenendo che la vera ragione è quella di limitare i costi di quella che viene chiamata “medicina difensiva”, che ad onor del vero non ho ancora ben capito in cosa consista! Invece di avviare un serio sistema di controllo delle scelte diagnostiche e terapeutiche dei medici, che poi gravano sulle tasche dei cittadini, che in questo paese non è stato mai attuato, con la conseguenza che un medico che sceglie di far effettuare un numero spropositato di analisi e/o di accertamenti, magari anche inutili, non viene né controllato, né tantomeno sanzionato, si preferisce rendere quasi impossibile eventuali accertamenti di responsabilità in capo agli stessi! Invero, non mi sembra una scelta molto logica, ma una strategia che cela un unico e chiaro obiettivo quello di esonerare i medici da ogni responsabilità.

La verità sembrerebbe diversa, ovvero che il PD – sempre più partito delle Lobby e dei Loobbysti – stia cercando di escogitare un sistema per far in modo che i medici tornino a diventare una categoria di intoccabili, così come lo sono sempre stai, anche facendogli pagare l’assicurazione (che copre eventuali errori personali) dalla Regione o dalle ASL, che già hanno i conti in rosso. La verità è che i medici attualmente sono super tutelati perché, ricordiamolo bene per i non addetti ai lavori – come i parlamentari del PD- dopo l’instaurazione di un giudizio civile o penale il Magistrato, non avendo, ovviamente, competenze mediche, nomina SEMPRE uno o più medici che dovranno, attraverso la loro relazione, accertare l’eventuale fondatezza dei profili di responsabilità contestati, quindi SONO SEMPRE MEDICI A GIUDICARE ALTRI MEDICI !! Questo significa che nel penale già ottenere un rinvio a giudizio diventa quasi un miraggio (se non per fatti gravissimi), figuriamoci una condanna, nel civile in caso di eventuale condanna sono le assicurazioni a pagare. E se le compagnie di assicurazione alla sola notifica dell’atto di citazione raddoppiano il premio per l’anno successivo la responsabilità non può essere addebitata al paziente che lamenta di aver subito un danno, che in caso di rigetto della domanda verrà condannato a spese legali ingentissime, che si uniscono a quelle già versate per l’incardinamento del giudizio, ma casomai all’ assicuratore.

Chi decide nella vita di fare il chirurgo deve mettere in conto di scegliere una professione che ti porta quotidianamente ad incidere i corpi delle persone e che basta un attimo di distrazione per arrecare danni devastanti e le conseguenze di queste scelte non possono certamente gravare su ospedali, regioni e Asl !!