Un pò di domande da formulare ai politici che si sono sono occupati di sanità negli ultimi vent’anni in Campania, sappiamo perfettamente che sono domande retoriche, ma è pur vero che sono spunti di riflessione sani se si vuole risolvere il problema degli sprechi in materia di sanità pubblica. E spesso i cittadini sono totalmente all’oscuro di queste realtà.

– Perché nei Policlinici ci sono 250 primari a fronte di 1.200 posti letto (1 primario ogni 5 posti)?

– Perché la Corte dei Conti ha denunciato che ben il 29% dei 77 miliardi di euro che vengono adoperati ogni anno dalle amministrazioni locali sul territorio nazionale vengono sprecati?

– Perché dopo aver emanato un decreto che di fatto abolisce il centro regionale trapianti, ha creato un dipartimento integrato prevedendo, addirittura tre poli trapiantologici per il rene (Policlinico Federico II- Cardarelli-Salerno) a fronte di una quasi inesistente donazione di organi ed ha affidato la responsabilità di questo Dipartimento al responsabile del Centro nazionale trapianti, che così opera da controllore e da controllato?

– Perché ha costituito una commissione per la valutazione degli atti aziendali delle aziende sanitarie, prevedendo tra l’altro la presenza di due direttori generali di strutture del Nord?

– Perché un primario di ortopedia deve decidere autonomamente a chi rivolgersi per rifornire un ospedale come il Cardarelli delle protesi artificiali utilizzate negli interventi e soprattutto perché decide quanto devono essere pagate?

– Perché una siringa monouso che dovrebbe costare 3 centesimi, alcune ASL la pagano 65 centesimi ed altre 3 euro?

– Perché un farmaco che si chiama levofloxocina (principio attivo che serve per curare tutte le infezioni) che ha un costo standard di 80 centesimi a flacone (500 mg) viene acquistato a 3,22 euro per flacone?

– Perché non si istituisce un’unica centrale acquisti regionale per gli strumenti utilizzati dalle strutture sanitarie, che stabilisca i costi che tutte le ASL e gli ospedali devono obbligatoriamente rispettare?

– Perché non svincolare la sanità dalle nomine politiche dei primari e dei direttori generali, premiando il merito ed i risultati raggiunti in carriera?

– Perché sono stati spesi tutti quei soldi per l’ospedale del Mare, che sicuramente rimarrà un’altra cattedrale nel deserto?

– Perché non migliorare le condizioni di appropriatezza delle cure, la riorganizzazione del sistema territoriale, riconfigurando il ruolo dell’ospedale come luogo di cura adibito all’assistenza delle acuzie di media ed alta complessità, valorizzando l’assistenza territoriale e domiciliare in particolare per i disabili e per gli anziani, trasferendo su di essa l’erogazione di prestazioni sanitarie, che garantiscano efficacia e sicurezza per il paziente, senza la necessità del ricovero, promuovendo un processo di riorganizzazione delle risorse, che ne sposti una parte dal livello ospedaliero a quello territoriale e che nel tempo permetta anche un contenimento dei costi, mantenendo lo stesso livello di qualità delle cure erogate?

– Perché non si guarda alle regioni dove la sanità funziona e non si ripercorrono gli stessi percorsi virtuosi, rapportati ai territori, alle esigenze ed ai dati anagrafici della popolazione campana. Come ad esempio il “day service” che si attua oramai dal 2004 in Emilia Romagna, che permette ai pazienti, anche con patologie complesse, di eseguire tutti gli accertamenti con un numero limitato di accessi, senza essere ricoverati, neanche in day hospital, superando così i costi dei ricoveri impropri e non. Ma soprattutto perché un padre di tre figli, che guadagna 1.000 euro al mese, mi deve telefonare per dirmi che per effettuare una rx alla figlia gli hanno chiesto 36 euro ed io gli devo rispondere che non rientra nelle face di esenzione?????

Forse una risposta adeguata alle prime domande che le ho formulato, avrebbe evitato l’ultima !

Fino a quando il tema sanità sarà affrontato ponendo al centro beceri e poco commendevoli interessi politico-affaristici il sistema sanitario andrà sempre di più allo sfacelo. Gli sprechi ci sono e sono chiari non vengono eliminati perché sanità e mala-politica hanno viaggiato e viaggiano da troppo tempo a braccetto. Sono legati fra di loro da un cordone ombelicale patogeno, che solo la buona qualità, prima umana e poi politica, delle persone che nei prossimi anni avranno l’onore e l’onere di gestire sistemi, così complessi, potrà recidere.

La situazione potrà migliorare solo ed esclusivamente ponendo al centro di ogni politica , in particolare di quella sanitaria, il valore dell’essere umano in quanto tale ed il suo diritto, fondamentale ed imprescindibile, alla salute, incastonato nell’art. 32 della nostra Carta Costituzionale: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”